Archivio mensile:maggio 2013

amianto: se ne parla alla Camera

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http://rugiadapoint.it/articoli/2905135467/amianto-presentata-alla-camera-una-risoluzione-tutelare-l’ambiente-e-la-salute-d

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come coriandoli che brillavano al sole

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citazione dalla testimonianza degli operai dell’ILVA

http://www.anmil.it/Home/tabid/36/ctl/Details/mid/830/ItemID/12337/language/it-IT/Default.aspx?SkinSrc=[L]Skins/DettagliNews_skin/skin&ContentPaneSkin=[L]Containers/xhtml_orig/dettagliNews_container

domande&risposte a cura dell’INAIL

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Domande e risposte

(a cura di Alessandro Marinaccio, responsabile del Registro Nazionale Mesoteliomi)

Che cosa è l’amianto e quali sono le sue caratteristiche?

I minerali classificati come amianto dalla normativa italiana appartengono ai gruppi mineralogici degli anfiboli (crocidolite o amianto blu, amosite o amianto bruno, antofillite, actinolite e tremolite) e del serpentino (crisotilo o amianto bianco). Si tratta di silicati fibrosi molto comuni in natura con proprietà ignifughe, fonoassorbenti, di resistenza elettrica, al calore, agli attacchi di aggressivi chimici (acidi/basi), di flessibilità e filabilità.

Quali sono stati i principali utilizzi industriali dell’amianto in Italia?

Grazie alle sue proprietà l’amianto è stato utilizzato in Italia in svariati settori industriali, soprattutto nell’edilizia, nell’industria metalmeccanica e della metallurgia, nei cantieri navali, nell’industria del cemento-amianto, tessile e dei rotabili ferroviari.

Quale è stata la produzione nazionale di amianto in Italia?

L’Italia è stata fino alla fine degli anni ’80 il secondo maggiore produttore europeo di amianto in fibra dopo l’Unione Sovietica e il maggiore della Comunità Europea; dal dopoguerra al bando del 1992 sono state prodotte 3.748.550 tonnellate di amianto grezzo. Le importazioni sono state di 1.900.885 e le esportazioni di 1.475.416 tonnellate. Il periodo tra il 1976 ed il 1980 è quello di picco nei livelli di produzione con più di 160.000 tonnellate/anno prodotte. Fino al 1987 la produzione non è mai scesa sotto le 100.000 tonnellate/anno per poi decrescere rapidamente ed azzerarsi a partire dal 1992.

Quali sono i rischi per la salute e quali malattie provoca?

I rischi per la salute sono legati alla capacità dei materiali in amianto di rilasciare fibre potenzialmente inalabili che possono provocare l’asbestosi, le placche pleuriche e alcuni tipi di tumore (mesotelioma della pleura, del peritoneo, del pericardio e della tunica vaginale del testicolo; tumore del polmone, della laringe e dell’ovaio).

L’amianto è sempre pericoloso?

La presenza dell’amianto non è necessariamente pericolosa. La pericolosità dipende dalla capacità dei materiali di rilasciare fibre potenzialmente inalabili nell’aria, per effetto di manipolazione, lavorazione, vibrazioni, correnti d’aria, infiltrazioni.

È sufficiente un’esposizione minima per ammalarsi?

Non esiste una soglia sotto la quale il rischio sia assente, quindi anche un’esposizione breve può determinare una patologia asbesto-correlata. Tuttavia esiste una correlazione dose-risposta per esposizione cumulativa, per cui il maggior gettito di casi si riscontra nei settori industriali dove è avvenuta un’esposizione massiccia ad amianto (cantieri navali, industria del cemento amianto e dei rotabili ferroviari).

Che cosa prevede la legge del 1992 sul bando dell’amianto in Italia?

La legge del 27 marzo 1992, n. 257 contiene le norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto, in particolare per la dismissione dalla produzione e dal commercio, per la cessazione dell’estrazione, dell’importazione, dell’esportazione e dell’utilizzazione dell’amianto e dei prodotti che lo contengono, per la realizzazione di misure di decontaminazione e di bonifica delle aree interessate dall’inquinamento da amianto, per la ricerca finalizzata alla individuazione di materiali sostitutivi e alla riconversione produttiva e per il controllo sull’inquinamento da amianto.

Chi e come si deve provvedere alla bonifica da amianto?

I lavori per la bonifica da amianto devono essere appaltati ad un’impresa in possesso dei requisiti di legge (iscrizione all’Albo Nazionale previsto dalla legge n. 257/92, art. 12, comma 4), si deve redigere la notifica preliminare da inviare alla ASL competente per territorio, richiedere all’impresa esecutrice l’attestazione della conforme esecuzione dei lavori e attuare il programma di controllo e manutenzione.

Perché l’amianto è un tema ancora attuale nonostante il bando?

In ragione dell’utilizzo massiccio in numerosi contesti industriali, in particolare nel periodo 1950-1970, l’amianto è ancora notevolmente diffuso negli ambienti di vita e di lavoro malgrado il bando del 1992. Le neoplasie da amianto – in particolare il mesotelioma – sono caratterizzate da un lungo periodo di latenza (anche di 40 anni), per cui il tema della sorveglianza e delle prevenzione delle malattie asbesto- correlate è ancora un rilevante e attuale problema di sanità pubblica.

Oggi l’amianto è bandito in tutto il mondo?

No, malgrado l’indubitabilità della cancerogenicità dell’inalazione di fibre di amianto, il materiale è ancora estratto, lavorato, prodotto in Russia, Cina, Kazakhstan, Brasile, Canada, Zimbabwe ed in numerosi altri paesi. Importanti associazioni, movimenti di opinione, società scientifico chiedono da tempo l’adozione di provvedimenti di bando internazionale.

PROCESSO ETERNIT: con la morte di De Cartier a rischio i risarcimenti

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La scomparsa del barone belga, già condannato in primo grado con Stephan Schmidheiny per le morti negli stabilimenti italiani della multinazionale dell’amianto, complica la situazione per le parte civili.

 

http://salastampa.inail.it/internet/salastampa/SalastampaContent/PeriGiornalisti/news/p/dettaglioNews/index.html?wlpinternet_salastampa_salastampahome_inprimopiano_1_contentDataFile=UCM_085407&_windowLabel=internet_salastampa_salastampahome_inprimopiano_1

il giudizio sul Piano amianto della Presidente della Fondazione Buzzi

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“Il Piano parte vecchio e presuntuoso nei contenuti e nell’impostazione; dimostra che non si vuole dare impulso a nuove strade di prevenzione e diagnosi precoce (ignorando l’ipotesi vaccino) e che non si tiene in conto la sostanziale inefficacia dei tradizionali protocolli”

http://www.fondazionebuzziunicem.org/online/it/Home/Comunicazione/News/articolo69.html

 

(Consolata Buzzi, è presidente della Fondazione Fondazione Buzzi Unicem, da anni impegnta a sostenere e stimolare gli studi di terapie più efficaci per il mesotelioma pleurico. www.fondazionebuzziunicem.org)